Perché travestirsi fa bene ai bambini -non solo a Carnevale-

Travestirsi è più di un semplice gioco per bambine e bambini
I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie. Michel de Montaigne  

Quando pensiamo ai travestimenti, spesso li colleghiamo al Carnevale o a momenti “speciali”.

In realtà, il gioco del travestirsi può diventare una preziosa esperienza quotidiana, capace di accompagnare bambine e bambini nella crescita fin dai primi anni di vita.   Indossare abiti diversi, cambiare ruolo, “fare finta di essere qualcun altro” non è solo divertente: è un modo attraverso cui bambine e bambini esplorano il mondo e sé stesso, sperimentano emozioni, osservano gli adulti e costruiscono la loro identità.  

Travestirsi è molto più che giocare

Quando una bambina, un bambino si traveste, il corpo entra in gioco: si infila una maglia, si mette un cappello, si guarda allo specchio. In questi gesti semplici c’è molto di più di quanto sembri. Travestirsi significa: §  sentire il proprio corpo §  riconoscersi §  sperimentare chi si è e chi si può diventare È un’esperienza corporea, emotiva e simbolica che contribuisce allo sviluppo dell’identità, soprattutto nei primi anni di vita.  

Vestirsi, svestirsi, diventare grandi (0–3 anni)

Nei primi tre anni, il tema della vestizione è strettamente legato all’autonomia. Mettere o togliere un indumento richiede tempo, coordinazione e spesso genera frustrazione. Allo stesso tempo, però, è un momento importantissimo per la scoperta di sé. Ogni gesto aiuta la bambina e il bambino a: §  conoscere il proprio corpo §  percepirne i confini §  sentirsi sempre più competente Il gioco dei travestimenti si inserisce proprio qui: trasforma un’azione “faticosa” in un’esperienza piacevole, ricca di significato.  

Travestimenti e gioco simbolico: quando nasce il “fare finta”

Il gioco dei travestimenti è legato al gioco simbolico, cioè alla capacità di “fare finta”. Questa competenza emerge quando bambine e bambini riescono a rappresentarsi mentalmente persone e oggetti reali e a rielaborarli con l’immaginazione. Per questo motivo, l’età consigliata per proporre un angolo dei travestimenti è intorno ai 2 anni: prima la bambine e il bambino osservano e imitano, poi iniziano a trasformare ciò che conoscono in gioco creativo.  

Come creare un angolo dei travestimenti in casa

Non serve molto spazio né materiali costosi. L’importante è che l’angolo dei travestimenti sia accessibile e accogliente. Può includere:
  • una cesta o una scatola per i vestiti
  • un appendiabiti basso
  • accessori come borse, cappelli, collane, scarpe
  • uno specchio grande, che permetta alla bambina e al bambino di osservarsi
Meglio scegliere abiti e accessori dei familiari: sono oggetti carichi di odori, ricordi ed emozioni, e rendono il gioco ancora più significativo.  

Meglio costumi o vestiti “veri”?

I costumi di Carnevale possono essere divertenti, ma spesso sono molto definiti: il pirata fa il pirata, la principessa fa la principessa. I vestiti quotidiani, invece, permettono più libertà: una giacca può diventare un mantello, una sciarpa una corona. Questo non significa eliminare i costumi, ma non limitarci solo a quelli, lasciando spazio alla creatività e alla possibilità di riutilizzo e trasformazione  

Travestimenti e genere: lasciare libertà

Nell’angolo dei travestimenti è importante evitare divisioni per genere. I bambini hanno bisogno di esplorare senza etichette e giudizi. Un bambino che indossa una gonna o una borsetta, una bambina che indossa le scarpe di papà non sta facendo nulla di “strano”: sta sperimentando, osservando il mondo adulto e cercando di capirlo. Solo in un clima di libertà e accoglienza bambine e bambini possono costruire serenamente la loro identità.  

Quando bambine e bambini imitano gli adulti

Uno degli aspetti più interessanti del gioco dei travestimenti è quando bambine e bambini “fanno i grandi”. Indossano le nostre scarpe, parlano come noi, ripetono frasi e gesti. Questi momenti sono preziosi anche per gli adulti, perché ci invitano a chiederci:
  • cosa ha colpito la mia bambina, il mio bambino?
  • quali comportamenti sta interiorizzando?
  • quale immagine di adulto sto/stiamo trasmettendo?
Il gioco racconta molto del mondo emotivo di bambine e bambini.  

Un gioco che racconta storie

Ogni oggetto può diventare l’inizio di una storia. Attraverso un personaggio immaginario, la bambina e il bambino possono esprimere emozioni, desideri e paure in modo protetto. Il travestimento diventa così una voce alternativa: parlando attraverso un altro personaggio, parlano anche di sé stessi. L’adulto ha il compito di osservare, ascoltare e accogliere, senza giudicare né dirigere.  

Cosa imparano le bambine e i bambini travestendosi

Attraverso questo gioco bambine e bambini:
  • imitano la realtà quotidiana
  • interpretano gli oggetti in modo creativo
  • imparano a inventare storie e ruoli
Sviluppano inoltre:
  • consapevolezza del corpo
  • linguaggio
  • capacità di osservazione e imitazione
  • comprensione delle relazioni e delle regole sociali
 

Un diritto da proteggere

Il gioco dei travestimenti è un diritto: il diritto di esplorare, di sperimentare, di provare a essere “altro da sé” in uno spazio sicuro. Come genitori possiamo tutelarlo offrendo materiali semplici, tempo e soprattutto uno sguardo aperto e non giudicante.  

Perché crescere, in fondo, è anche questo: provare ruoli, toglierseli, rimetterli… finché non si trova il proprio.

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